Blue Dolphin

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Blue Dolphin
Foto di Enrico Maria Rendina

Inglese
Pesca all’inglese a Capo Palinuro

La pesca all’inglese nasce, appunto, in Inghilterra negli anni 60’ e viene fatta conoscere anche in Italia negli anni 90’ da nomi famosi del mondo della pesca. E’ un tipo di pesca praticato maggiormente nei laghi perché ha bisogno di acque ferme, ma si può fare anche in mare o nei fiumi. La particolarità della pesca all’inglese sta nel galleggiante, che è di forma più lunga rispetto agli altri, è piombato in parte e l’anello per passare il filo si trova verso l’estremità inferiore.

Palinuro una meraviglia della natura

Con questo tipo di pesca è possibile immergere il filo nell’acqua tra la canna e il galleggiante, in modo che la lenza non si attorcigli in caso di vento; è possibile anche dare molta profondità alla lenza superando la lunghezza della canna grazie sempre al galleggiante scorrevole, che viene fermato con il così detto chicco di riso.
Le canne utilizzate sono telescopiche e ad innesti con una lunghezza compresa tra 3.9 e 4.5 mt. Esse vengono catalogate in tre gruppi in base al tipo di azione che hanno. Ci sono canne con un’azione di punta un po’ più rigide, utilizzate con i galleggianti all’inglese non piombati per catturare il pesce vicino alla riva; le canne ad azione semi-parabolica hanno una minore azione di punta, sono molto flessibili consentendo di lanciare prepotentemente nelle lunghe distanze; infine ci sono le canne ad azione parabolica che risultano molto morbide, adatte per distanze medie. I galleggianti hanno solitamente un bulbo e penna di pavone ed una piombatura regolabile. Quando si compie l’azione bisogna lanciare il galleggiante ad una distanza che può arrivare anche ad 80 m facendo immediatamente un veloce recupero di 2/3 metri sott’acqua per far affondare il filo. Il mulinello nella pesca all’inglese deve essere molto scorrevole per dare più precisione al movimento della lenza e maggiore fluidità nel recupero. Le misure consigliate hanno un rapporto di recupero di 6:1 e la bobina deve contenere almeno 200 mt di filo da 0.14. Le caratteristiche importanti del monofilo devono essere la resistenza alla trazione, la rigidità, l’assenza di memoria ed è fondamentale anche l’affondabilità del monofilo. Per quanto riguarda la montatura delle lenze, inizialmente veniva usato solo il galleggiante tipo “Waggler” costruito da una semplice penna di pavone (lunghezza circa 40 centimetri). Oggi la piombatura è di due tipi: piombatura passiva e piombatura attiva. La piombatura passiva riguarda la taratura del galleggiante su cui sono state incorporate delle rondelle piombate. La piombatura attiva porta la lenza in pesca alla profondità desiderata e viene fatta solo con il peso di una girella per aumentare la sensibilità della lenza, in particolare quando si pesca a mezz’acqua.
Scritto da Marco Franco

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